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CHI SONO

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Mi trovo sempre in imbarazzo a “raccontarmi”…. Ma devo. Quindi… Cominciamo! Ero ancora adolescente quando un mio caro amico mi parlò per la prima volta di musica Country, continuava a dirmi quanto fosse bella quanto mi sarebbe piaciuta… insomma, per farla breve mi diede una cassetta. ...Beh! L’ho fusa. Ho comperato il CD e lo conservo come una reliquia, “ON THE NIGHT" dei DIRE STRAITS. A pensarci ora forse non era poi così Country, ma allora per me il Country era quello…. (grazie Giancarlo). Mi illudevo di essere un patito della “Country-music” (chiedo scusa) ma c’era ancora tanta strada da fare. Mi capitò per le mani un’altra cassetta, un Greatest di JOHN DENVER… Bellissima. Vi posso assicurare che mi sentii un idiota quando tempo dopo scoprii che ANCHE QUELLO era Country… e potete immaginare il resto quando mi resi conto che “Q-U-E-L-L-A” era la vera Counrty Music, magari non proprio la più moderna, ma era quella. Crogiolandomi nel barlume di conoscenza acquisita, (o demoralizzandomi per l’ignoranza dimostrata ...a voi la sentenza) mi dedicavo ad altro, uscivo con amici giocavo a biliardo, altra mia grande passione, ecc… Un giorno mi venne un idea, e cambiai la mia vita, entrai in un locale di Milano. Mitico, storico, "EL PASO SALOON" e li rimasi letteralmente FOLGORATO. Ora vi spiego. Con alcuni amici arrivammo un po’ presto, come del resto era nostra abitudine in quel periodo, ci sedemmo ad un tavolo che ci dava un ottima visuale su tutto il locale e facemmo 2 chiacchere mentre aspettavamo l’arrivo di un po’ di gente. Oltre a noi c’erano solo 2 persone, una in cucina, che non vedevamo, Gianfranco; e l’altra in sala, Stefania, con stivali a punta, cinturone e cappello… ed il commento è arrivato ingenuamente spontaneo “che bello, tutto in stile Country, e anche il personale si veste così… mi piace”. Tempo una decina di minuti cominciarono ad arrivare le prime persone, 1, 2, tutti con il cappello, 5, 8, “WOW… saranno tutti camerieri…” la gente aumenta 10, 20, anche loro vestiti da cowboy 30, 50 “mi sa che non sono i camerieri…” non feci in tempo a pensarlo che partì la musica, non sapendo bene quello che stava succedendo e dovendo riprendere un attimo il controllo delle mie emozioni mi accesi una sigaretta, la musica si alzò a palla, la gente corse in pista, cominciando a ballare line dance, ...rimasi paralizzato…. la sigaretta mi si consumò e poi si spense tra le dita, io non mi rendevo più conto se ero da solo o in compagnia, voglio entrare in pista, voglio ballare con loro, devo imparare, DEVO! Mi si spalancò davanti un mondo. Un mondo fatto di musica, di ballo, di cavalli, di divertimento. Cominciai ovviamente ad andare in giro a vedere tutti i locali country ed a conoscere il più possibile di questo grandioso mondo sommerso che si allargava sempre più, poi, sempre per caso, cominciai a dare una mano ed una ragazza che faceva l’insegnante al BLACK HILL, e in un secondo momento, a portare avanti il corso da insegnante.